Calciomercato, tornano le cifre folli

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Il calciomercato torna a volare a suon di milioni. Dopo le cifre folli dei club europei tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, con le squadre italiane in prima fila, la crisi economica mondiale aveva ridimensionato di molto il volume di affari dei trasferimenti, ma ora tutto sta tornando come prima. Si potrebbe parlare di una nuova golden age per il calciomercato spinto e gonfiato dagli ingenti capitali che negli ultimi anni si stanno riversando nel mondo del pallone. Il business ormai è mondiale : possedere una squadra di calcio di alto rango vuol dire entrare a far parte di una èlite che garantisce visibilità e il potersi sedere ad uno dei tavoli più redditizi del momento. Tra diritti tv, merchandising e stadi di proprietà il calcio infatti al momento rappresenta un mercato in forte crescita, soprattutto grazie al sempre più grande seguito che esso riscuote nell’Asia Orientale, da tutti ora considerato il mercato più appetibile.

Calciomercato folle

In Italia, quando sia il Parma che la Lazio rischiarono di scomparire per i vari crack che coinvolsero la Parmalat e la Cirio, si capì che quel modo di fare calcio non era più sostenibile. Per la Roma il Presidente Sensi si era svenato, Cecchi Gori andò in crisi, Moratti, Berlusconi e la famiglia Agnelli ogni anno ripianavano con centinaia di miliardi le eprdite dei loro club. Le cosiddette sette sorelle, ricche di fuoriclasse e di titoli, avevano scavato un solco inarrivabili con le altre squadre, al costo però di mostruosi buchi di bilanci. La crisi ridimensionò tutto questo, tanto che qualche anno fa si assisteva ad un calciomercato nostrano dove un Milan o un Inter faticavano a spendere anche 10 milioni per un giocatori quando fino a poco prima li avrebbero sborsati anche per un giovane della Primavera.

I nuovi capitali

Roman Abramovic, facoltoso magnate russo, fu l’iniziatore di questa nuova era. Quando acquistò il Chelsea le finanze del calcio vivevano un momento di grande stallo e fu lui, con i suoi acquisti faraonici, a ridare spinta e verve al mercato. Poi arrivarono gli americani allo United e al Liverpool, gli sceicchi al City e al Psg ed anche i tedeschi del Bayern Monaco ripresero a fare forti investimenti mentre le spagnole, Real e Barcellona, in realtà forse erano le uniche che non avevano mai smesso di farne. Ora anche Italia, tralasciando il rafforzamento economico della Juventus e l’oculatezza di gestione di De Laurentis a Napoli, l’arrivo dei cinesi a Milano e dell’americano Pallotta a Roma fa si che anche l’Italia ritorni ad essere una delle protagoniste del calciomercato. Non è un caso che i due trasferimenti più clamorosi dell’estate stiano nascendo proprio nel bel paese. Lo United è pronto a mettere 120 milioni per Pogba, soldi che poi saranno usati per acquistare Higuain per circa 90 milioni e altri giocatori. Ormai quindi il calcio è tornato a far parlare di se più che per il mercato che per il calcio giocato, con buona pace degli amanti delle diagonali ben fatte  e del pressing alto.